Memoria! (cos’è, come facciamo a ricordare)…

Memoria! (cos’è, come facciamo a ricordare)…

Memoria. Cosa rende possibile per gli individui la memorizzazione? In che modo le informazioni vengono archiviate nella memoria? E come facciamo a ricordarle? Perché dimentichiamo?

 

Cos’è la memoria?

Immaginate la memoria come una piccola scatola capace di catturare e registrare qualsiasi informazione proveniente dal nostro corpo e dell’ambiente circostante e da cui possiamo estrarre, in qualsiasi momento, il materiale di cui necessitiamo, sottoforma di ricordo.

 

Come funziona il processo di memorizzazione?

Esso prevede tre fasi:

  1. La codifica: è il processo che trasforma l’informazione proveniente dai sistemi percettivi in un codice specifico.
  2. L’ immagazzinamento: dopo la codifica i ricordi sono soggetti ad una serie di processi di ritenzione, che consentono di mantenere l’informazione nel tempo fino a farla diventare ricordo, che può essere riutilizzato al momento opportuno.
  3. Il recupero: l’informazione viene rintracciata in memoria ed utilizzata.

Il riconoscimento avviene quando si presenta al soggetto una parola, una frase, un disegno e gli viene chiesto se lo conosce.

La rievocazione è il recupero di un ricordo di qualcosa che si può fare o sapere senza dover essere troppo precisi (Es.: nome e cognome, n° di telefono, indirizzo…)

Infine, la reintegrazione è un ricordo completo e dettagliato che comprende uno spazio e un tempo precisi e delle emozioni.

 

Quali sono i principali sistemi di memoria?
  • La memoria a breve termine (MBT) è un sistema temporaneo in cui le informazioni vengono depositate per intervalli di tempo molto brevi (pochi secondi), di capacità limitata (7-2 unità di informazione), con codifica sensoriale, (visiva o acustica).

È detta anche memoria di lavoro perché si eseguono operazioni mentali sulle informazioni trattenute (ricordare un n° di telefono che ci è appena stato detto o calcolare il resto di una spesa)

  • La memoria a lungo termine (MLT) è un sistema che trattiene le informazioni in modo permanente, di elevata capacità e in base al loro significato.

Essa è suddivisa in:

Memoria dichiarativa o esplicita contiene l’insieme dei ricordi a cui si può accedere in modo consapevole (esplicita) e che si possono facilmente esprimere a livello verbale (dichiarativa). A sua volta è distinta in:

  • Memoria episodica; contiene l’insieme di ricordi relativi ad eventi o esperienze che si possono collocare nello spazio e nel tempo.

Trattiene episodi emotivamente coinvolgenti.

  • Memoria semantica; contiene l’insieme delle conoscenze generali sul mondo che ha una persona, relative al linguaggio, al significato delle parole e dei simboli, alle regole e alle formule.
  • Memoria prospettica è la capacità di ricordare di fare qualcosa nel futuro, quindi recupera un’azione intenzionale, pianificata precedentemente.

Memoria non dichiarativa o implicita contiene i ricordi e le conoscenze che non si richiamano alla mente in modo cosciente (implicita) e che si esprimono attraverso azioni (non dichiarativa). Comprende la memoria procedurale.

Es: (trascorrere ore a giocare ai videogame, guidare un’auto)

 

Nel campo dell’apprendimento scolastico gioca un ruolo fondamentale la memoria di lavoro visuospaziale (MLVS).

Essa è coinvolta in diverse discipline scolastiche:

  • Matematica ML: orientamento spaziale dei numeri speculari, incolonnamento, segni delle operazioni (+/x)
  • Geometria: Comprensione, ricordo e manipolazione di forme geometriche
  • Scienze: Capacità di inferire relazioni causali e temporali in eventi fisici e chimici
  • Disegno: Recupero e manipolazioni di immagini mentali da riprodurre, relazioni spaziali
  • Comprensione del testo: analisi di illustrazioni e l’elaborazione delle informazioni spaziali veicolate in forma testuale.
  • Geografia: elaborazione delle informazioni spaziali, testuali e di quelle riportate sulle carte geografiche. Comprensione delle coordinate e dei punti cardinali.

 

Ma allora perché dimentichiamo?

Quante volte vi è capitato di prepararvi per un’interrogazione, un compito, un esame e di non riuscire a ricordare gli argomenti? Capita a tutti.

Le motivazioni possono essere varie, come l’eccessivo stress che porta a un sovraccarico dei sistemi di memorizzazione, ma alla base deve esserci un buon allenamento.

Proprio come alleniamo i nostri muscoli per aver un bel fisico, anche la nostra memoria ha bisogno di essere stimolata.

 

Le migliori tecniche di memorizzazione

Se ci venisse richiesto di imparare a memoria una lista di elementi, ad esempio una lista di parole, probabilmente l’approccio che la maggior parte di noi utilizzerebbero sarebbe quello di leggere la lista dall’inizio alla fine più volte.

Se il materiale da ricordare fosse composto da immagini, allora potrebbe darsi che alcuni inizino a ricercare una sorta di strategia di categorizzazione, animali con animali, oggetti con oggetti e così via.

Infine, se ancora ci venisse richiesto di effettuare il medesimo compito con una lista di parole senza senso, utilizzeremmo un’altra strategia.

Quindi in base a ciò che si deve memorizzare bisogna utilizzare una strategia adeguata, affinché l’informazione possa avere accesso alla MLT.

 

  • LE ASSOCIAZIONI

È fondamentale creare associazioni mentali che abbiano un forte significato personale e ciò richiede un certo grado di consapevolezza.

L’associazione è innata; basti pensare al neonato che associa il biberon all’atto del nutrirsi. L’essere umano associa continuamente, pensate a quando ascoltando una canzone o sentendo un profumo, siamo in grado di tornare indietro nel tempo e di ricordare uno specifico evento o ancora a quando la semplice forma dello stivale vi fa venire in mente il nostro paese: l’Italia.

Bene, quindi sappiate che si può ricordare qualsiasi informazione nuova a patto di associarla con qualcosa che si sa o si ricorda già. Basta diventarne consapevoli!

 

Le associazioni, inoltre, sono infinite! Non c’è un limite. E non devono essere sensate, ma vostre.

 

Vediamo un esempio pratico, immaginate di dover ricordare la lista della spesa: latte-pane- mele – pollo

Le associazioni che potete creare sono varie:

  • associare la prima sillaba alle varie città: pane: Pavia;
  • immaginare il percorso del supermercato dove si trovano i vari alimenti;
  • inventare una storia: un pollo voleva mangiare il pane, ma gli venne sete e si fermò a bere il latte sotto un albero e delle mele gli caddero sulla testa.

Come potete notare, la storia è assurda, ma alla nostra memoria non interessa, non ci giudica; lei è la nostra piccola scatola che esiste per contenere quello che desideriamo.

 

Laura Accorsi, l’autrice del post

Un guest post scritto da Laura Accorsi, Laurea in psicologia e Master, docente del Campus Online dei Liceali – insegna Psicologia e Scienze umane ed è specializzata in tutti i disturbi dell’apprendimento

 

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