Analisi del testo

Analisi del testo

Analisi del testo

L’analisi del testo comprende diverse attività, strutturate su diversi livelli, che mirano all’elaborazione di un testo enunciativo sul testo proposto in analisi. Si tratta quindi di una serie di procedure che conducono alla comprensione e interpretazione del testo.

 

Analisi del testo, quando è stata introdotta

A valorizzare questo tipo di attività è stato un d.m del 1998 che introduce il concetto di “centralità del testo” inteso come la necessità di far partire lo studio della letteratura dai documenti invece che dalle sintesi manualistiche anche in vista dello sviluppo della personalità dello studente e delle sue capacità critiche.

  • Anche secondo la normativa dunque l’analisi del testo costituisce uno strumento didattico della massima importanza proprio per la sua natura di comunicazione diretta con il testo e per la sua natura strumentale, ossia in grado di far sviluppare competenze critiche che l’alunno può e deve sfruttare nella comunicazione di tutti i giorni.

 

L’importanza dell’analisi testuale

L’importanza dell’analisi testuale si è tradotta negli ultimi decenni nell’istituzione del tema di analisi accanto alle altre tipologie nel corso dell’esame di stato, prevista dal dl Decreto ministeriale n. 389/1998 che la descrive in questi termini:

«A – analisi e commento, anche arricchito da note personali, di un testo letterario o non letterario, in prosa o in poesia, corredato da indicazioni che orientino nella comprensione, nella interpretazione di insieme del passo e nella sua contestualizzazione».

A dispetto della riconosciuta importanza dell’analisi in fase di valutazione, però, non fa riscontro nella pratica didattica un’adeguata applicazione e educazione.

  • Questo stato di cose è dovuto sia alla mancanza di tempo e alla necessità di finire i programmi ministeriali sia alla difficoltà che gli studenti trovano e quindi alla loro immediata repulsione nei confronti di questa prassi didattica.

Entrambi i motivi hanno come conseguenza che gli insegnanti ricorrono più spesso alle comode sintesi manualistiche piuttosto che alla lettura dei testi, troppo dispendiosa in termini di tempo e difficile a causa della tecnicità del discorso letterario (specie nella letteratura italiana in cui subentrano problemi linguistici dovuti alla distanza “storica” della lingua letteraria da quella usata nella vita di tutti i giorni).

Eppure riflettendo l’analisi del testo ha già nella normativa lo scopo di superare queste due difficoltà attraverso la relativizzazione delle interpretazioni critiche e lo sviluppo di una capacità critica autonoma: in quest’ottica centralità del testo e centralità del lettore si fondono.

 

Analisi & Retorica

Di fronte alla difficoltà di applicazione sistematica di una didattica fondata sull’analisi quindi bisogna, credo, “vivificare” la retorica.

Questa disciplina, che è stato il fondamento dell’educazione per secoli, è stata in effetti messa da parte per il suo carattere sentito artificioso anche dagli intellettuali. Da ciò deriva il senso negativo che troviamo alla voce retorica nei vocabolari come prassi comunicativa vuota, eminentemente formale.

  • Da base dell’educazione, che fornisce gli strumenti tecnici e “umanistici” per la interpretazione e produzione dei testi, la retorica è passata a esser considerata come mera enciclopedia di figure retoriche da rintracciare nel testo.

A ciò ha concorso senza dubbio anche la critica strutturalista novecentesca che ha portato a un’analisi quantitativa del testo letterario, la cui specificità e il cui valore consistono invece nella qualità.

Credo sia fondamentale riconsiderare l’importanza della retorica sia nella fase dell’analisi che in quella della produzione e questo è possibile se passiamo da una concezione nozionistica a una “ermeneutica” della disciplina.

 

Linguaggio & Retorica

Infatti potremmo dire, parodiando l’Aristotele del Protrettico sulla filosofia, che non si può prescindere non solo dallo studio della retorica, ma anche dalla digestione delle sue tecniche, perché “anche per parlare contro la retorica, dobbiamo usare la retorica”, intesa come disciplina che regola il discorso comunicativo non in senso normativo, ma nel senso che valorizza il messaggio veicolato dotandolo di senso al di là del puro contenuto comunicativo (questo d’altronde è il primo significato del termine su ogni vocabolario!).

In questo modo la retorica assume la forma di una scienza globale del linguaggio che disciplina e orienta la comunicazione e che quindi sola può portare nel caso della fruizione a un’analisi e un’interpretazione adeguata del testo.

 

Analisi testuale ed Esame di Stato

Alla luce di queste considerazioni generali risulta chiaro che anche la distinzione delle varie parti della tipologia dell’analisi testuale presentata all’esame di stato andrebbe ridimensionata insieme alle domande che ne guidano le fasi e dovrebbe essere usata nel corso della formazione e non della valutazione, lasciando all’alunno la possibilità di attingere globalmente alle proprie capacità e nozioni, facendo “parlare” non solo l’autore o le interpretazioni che altri critici hanno dato dell’autore, ma anche, in primis, il testo, e infine l’alunno stesso.

Altresì è utile la guida all’analisi nel corso della formazione al fine di insegnare i vari livelli del testo.

Allo studio del significato spetterà dunque la canonica fase della comprensione, l’analisi propriamente detta a quello del significante e della forma che il testo assume, mentre nelle ultime parti, quelle dedicate al commento e all’approfondimento, va maturata un’interpretazione che spieghi gli elementi emersi nelle precedenti fasi nell’ottica della comprensione e ricezione del messaggio in riferimento ai testi e alla poetica dell’autore e in relazione alla storia letteraria e a altri testi e autori.

La suddetta divisione va ovviamente intesa in modo puramente metodico in particolare per quanto riguarda le prime due fasi che vanno sviluppate in vista della terza in cui pure si lascia ampio spazio alla personalità del discente.

 

Schema Analisi del testo

Alla luce di quanto detto e solo alla luce di queste necessarie premesse possiamo comunque schematizzare il processo di analisi del testo.

A queste considerazioni va aggiunto il fatto della specificità dei testi a seconda della loro forma: di fronte a un testo poetico lirico si riserverà un’attenzione maggiore all’elemento formale e ritmico, di fronte a un testo narrativo in prosa invece all’impostazione narratologica, al rapporto tra fabula e intreccio, al sistema dei personaggi etc valorizzando l’aspetto che meglio spiega la strategia comunicativa dell’autore.

In sintesi, la comprensione vuole evidenziare il contenuto informativo del testo.

Nel caso del testo poetico è necessario lo strumento della parafrasi.

Quest’ultimo in particolare è evitato dagli studenti sia per la difficoltà sia per il fatto che è ritenuto un semplice e noioso “compito” fine a se stesso.

Riprendendo il discorso precedentemente illustrato sulla retorica, la parafrasi va invece considerata come il metodo che ci permette di rintracciare il grado normale della comunicazione da confrontare poi con la forma letteraria finita di quel contenuto che si carica così di significati che vanno oltre il significato letterale e mettono in gioco non solo le capacità razionali ma anche emotive e simboliche.

  • Dobbiamo in poche parole fare il percorso contrario a quello dell’autore, normalizzare il testo per vederne la specificità.

Stesso discorso va svolto nella seconda fase, quella dell’analisi: si tratta sulla base della parafrasi e di tutta la prima fase di rintracciare proprio le tecniche retoriche ( del significante, del significato e dell’ordine) e metriche che riassumono il “come” l’autore dice il contenuto e quindi caricano il contenuto di un significato più profondo di quello letterale.

Solo alla fine di questo processo è possibile una adeguata comprensione del testo in tutti i suoi livelli di significato e quindi solo ora siamo in grado di interpretare profondamente e non superficialmente il testo.

 

Conclusioni

In conclusione, l’analisi del testo è lo strumento privilegiato per lo studio della letteratura, ma va inteso in senso “vivo” e non nozionistico.

Solo se infatti, grazie anche alla ri-valorizzazione della retorica, esso diviene un mezzo e non un fine, essa può arrivare a maturare gli obiettivi generali della didattica dichiarati dalla normativa scolastica nonché dalle indicazioni europee, ossia lo sviluppo della personalità e dello spirito critico degli studenti, che così diventano “maturi” in quanto capaci di affrontare qualsiasi testo, scritto e orale, nella vita di tutti giorni (non solo dunque quelli letterari).

  • Insomma, questo nostro grande nemico, l’analisi del testo, che gli studenti con ritrosia tendono ad affrontare, é in realtà il nostro miglior amico non solo a scuola, ma nella comunicazione di tutti i giorni.

 

 

Matteo Bruni, l’autore del post

Un guest post scritto da Matteo Bruni, docente del Campus Online dei Liceali – insegna italiano, latino, greco e filosofia

 

 

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La foto è tratta dal sito dell’Università Cusano a Pescara

 

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