Covid e Disagio Scolastico!

Covid e Disagio Scolastico!

COVID E DISAGIO SCOLASTICO

Covid è disagio scolastico. Ne parliamo in questo post. È passato ormai un anno dall’inizio della pandemia e i nostri ragazzi sono stati costretti a ridurre notevolmente il loro livello di socializzazione.

 

Scuola, dove si impara e si socializza

La scuola, che da sempre è un ambiente dove si impara, ma anche dove si socializza e si vivono le prime esperienze di relazioni interpersonali, è stata ridotta ad uno schermo di relazioni virtuali.

Le conseguenze psicologiche sembrano essere devastanti: i dati dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma mostrano un aumento del 30% di autolesionismo e tentato suicidio tra gli adolescenti.

Ciò significa che molti vivono stati di angoscia e ansia e soprattutto che non hanno la capacità di immaginarsi sereni in futuro, in altre parole hanno perso la speranza.

Altri, invece, manifestano atteggiamenti opposti che sfociano nell’aggressività e in scatti di ira improvvisi.

 

Covid e disagio scolastico: dati allarmanti

Un altro dato allarmante riguarda l’aumento delle dipendenze tra i più giovani, come l’uso ininterrotto di internet, dei social e dell’alcolismo.

Senza più il limite di dover andare a scuola, o altre attività o di dover comunque uscire, i ragazzi sono entrati in un circolo vizioso di noia che nei casi più estremi ha portato all’abuso di alcol in casa da soli.

  • Infine, secondo le ultime indagini la dispersione scolastica sarebbe notevolmente aumentata: almeno 34 mila studenti delle superiori rischiano l’abbandono scolastico.

Questo significa che molti decidono di rinunciare sia alla cultura che alla socialità. E nel nostro mondo così globalizzato non possiamo permettercelo.

 

Tornare a far socializzare i ragazzi

È necessario, dunque, favorire una risocializzazione tra i ragazzi. Ma come?

Tra le varie idee proposte, sarebbe utile un supporto specifico proprio a scuola, in previsione dell’imminente riapertura al 100%, tramite lo sportello psicologico.

Esso è sempre esistito, ma a maggior ragione ora dovrebbe essere rafforzato affinché lo psicologo scolastico possa intervenire anche all’interno di alcuni consigli di classe, nel CIC (Centro Informazione e Consulenza) e nella formazione rivolta a tutta l’utenza dell’Istituto.

In vista dell’estate, i centri estivi potrebbero essere un’altra soluzione; un luogo dove i bambini e i ragazzi potrebbero riprendere la loro spensieratezza interrotta.

In conclusione, i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e noi adulti abbiamo il compito ed il dovere di cogliere qualsiasi tipo di segnale negativo e di sostenerli.

Molti ragazzi si sono rivolti al Campus dei Liceali perché temono di perdere l’anno e altrettanti genitori ci hanno contattato per poter sostenere i loro figli in questo periodo complicato.

  • Per ogni ragazzo viene creato un apposito programma di recupero scolastico, ma in parallelo viene anche avviato un percorso motivazionale, affinché possa riacquisire l’autostima e la fiducia che ha perso in sé stesso durante la DAD e la pandemia.

Perché non esiste studio senza la giusta motivazione e la cultura non può essere davvero appresa senza il desiderio di sapere.

 

Laura Accorsi, l’autrice del post

Un guest post scritto da Laura Accorsi, Laurea in psicologia e Master, docente del Campus Online dei Liceali – insegna Psicologia e Scienze umane ed è specializzata in tutti i disturbi dell’apprendimento

 

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La foto è tratta dal sito testo-unico-sicurezza.com

 

 

 

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