La Costituzione Italiana! (i primi 3 articoli)

La Costituzione Italiana! (i primi 3 articoli)

La Costituzione Italiana!

(i primi 3 articoli)

La Costituzione italiana, definita Repubblicana, è entrata in vigore il 1° gennaio 1948, dopo essere stata approvata in Parlamento nel dicembre 1947.

A redigere la Costituzione fu l’Assemblea costituente, che venne eletta il 02 giugno del 1946 e composta da 556 parlamentari che rappresentavano tutti i maggiori partiti italiani antifascisti, quali la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista e il Partito Comunista.

Una parte dei membri eletti, 75 deputati (che presero il nome di “Commissione dei 75), fu incaricata di scrivere materialmente il testo della nuova Carta costituzionale.

La nostra Costituzione è:

  • Scritta, venne infatti redatta per iscritto;

  • Lunga, poiché i precetti espressi dagli articoli sono ben specificati;

  • Votata, in quanto fu approvata dal Parlamento;

  • Rigida, poiché la procedura di modifica costituzione avviene secondo un procedimento definito “aggravato”.

E’ composta da 139 articoli e 18 disposizioni finali e transitorie. I primi 12 articoli contengono i principi fondamentali su cui si fonda il nostro ordinamento. Dall’art 13 all’art 54 invece troviamo le disposizioni che enunciano i Diritti e i Doveri dei cittadini mentre dall’art 55 fino all’art. 139 l’Ordinamento della Repubblica.

Iniziamo con l’analizzare i principi fondamentali della nostra Costituzione (i primi tre articoli).

Articolo 1 (Costituzione Italiana)

Art.1: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Il primo comma di questo articolo enuncia il principio democratico e delinea la forma di Stato, ovvero la Repubblica.

Nel secondo comma si specifica che nel nostro ordinamento l’unico soggetto in grado di legittimare il potere dello Stato è il popolo che può farlo secondo le forme e i limiti prescritti dalla Costituzione stessa. Il concetto di democrazia presuppone la possibilità per tutti i cittadini di manifestare liberamente le proprie opinioni, in particolar modo attraverso le libere elezioni, poiché il voto è la principale “arma” in mano al cittadino.

Articolo 2 (Costituzione Italiana)

Art.2: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

Nel secondo articolo della nostra Carta Costituzionale viene enunciato il principio pluralista, poiché lo Stato garantisce le libertà individuali e collettive. La Repubblica promuove e tutela le libertà del singolo e i suoi interessi nei gruppi, nelle associazioni, nelle confessioni religiose, nella famiglia, nella scuola, nei sindacati e nei partiti politici.

  • Da questo articolo possiamo dedurre che la Repubblica non crea i diritti fondamentali, ma li riconosce e li garantisce.

Il principio di solidarietà è l’altro principio che troviamo espresso. Esso si manifesta nell’attuazione di alcuni doveri quali la difesa della patria, la fedeltà alla Repubblica e il rispetto delle sue leggi, l’esercizio del voto per eleggere i propri rappresentanti, il pagamento dei tributi, l’aiuto a persone in difficoltà o disabili.

Articolo 3 (Costituzione Italiana)

Art.3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.

  • L’articolo sancisce il principio di uguaglianza, che si distingue in formale (primo comma) e sostanziale (secondo comma). L’eguaglianza formale, davanti alla legge, impedisce qualunque forma di discriminazione mentre l’uguaglianza sostanziale garantisce pari opportunità a tutti i cittadini.

Quando parliamo di uguaglianza, non dobbiamo intenderla come necessità di omologare tutti tra loro, senza tener conto delle differenze, bensì che queste differenze non possono essere fonte di discriminazione.

Infatti, il primo comma sottolinea che nessun cittadino può essere discriminato in base al sesso, per motivi razziali, per ragioni linguistiche, per motivi religiosi, in base alle opinioni politiche o per le condizioni sociali o personali.

Il secondo comma amplia la nozione di uguaglianza delineata dal primo, poiché affinché vi sia uguaglianza anche nella sostanza, lo Stato è chiamato a sanare le iniquità che potrebbero o che sono sorte. Il principio di uguaglianza si coniuga con il principio di giustizia.

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Monia Flammini, l’autrice del post

“La Costituzione Italiana! (i primi 3 articoli)” è un guest post scritto da Monia Flammini, docente del Campus Online dei Liceali – prepara le lezioni e insegna diritto (altri articoli scritti da Monia)

 

Approfondimento: gli organi di Garanzia della Costituzione Italiana

Campus Online dei Liceali: chi siamo

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Nota finale: la foto è tratta dal sito italpress.com

 

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