La politica dell’antica Roma.

La politica dell’antica Roma.

Tempo di elezioni.

Ma com’era strutturata la politica nell’antica Roma?

 

Quando si pensa all’antica Roma si è abituati a pensare agli imperatori che si sono susseguiti.

Ma vi è stato anche un periodo repubblicano che si è esteso per cinque secoli a. C. in cui si sono susseguite cariche molto importanti. Queste cariche erano molto diverse da quelle con cui oggi ogni giorno abbiamo a che fare.

Chi votava nell’antica Roma?

Nell’antica Roma i cittadini non erano chiamati al voto ma c’erano delle assemblee composte da rappresentanti dei vari ranghi sociali ed erano queste assemblee a scegliere chi dovesse ricoprire le magistrature e votare le leggi.

E quali erano le cariche da nominare previste dalla politica nell’antica Roma? 

Tra le magistrature bisogna innanzitutto menzionare due consoli, a cui era affidato il potere giudiziario e il comando dell’esercito. I consoli rimanevano in carica un anno e avevano l’imperium e la potestas; l’imperium era il termine con cui si indicavano il potere giudiziario e il potere di comandare l’esercito. Questo diritto supremo prima spettava ai re, poi successivamente, in età repubblicana fu diviso tra i due consoli; la potestas era il potere amministrativo.

Ma come si faceva ad accedere alle cariche politiche nell’antica Roma? 

In linea di massima, chi voleva accedere ad alte cariche politiche doveva svolgere un cursus honorum, un percorso fatto di diversi ruoli politici.

– TRIBUNI E QUESTORI –

Il primo passo di questo cursus era quello di diventare tribuno militare, ovvero svolgere dieci anni di servizio militare tra gli equites (cavalieri), il secondo passo era quello di diventare questori. I questori venivano eletti da un’assemblea di cittadini Romani ovvero i Comitia tributa e si occupavano perlopiù della gestione del tesoro pubblico (entrate e uscite finanziarie).

– EDILI –

Fuori dal cursus honorum vi era il ruolo di edile. Gli ex questori potevano accedere a questa carica che prevedeva l’elezione di quattro edili: due edili curuli eletti dall’assemblea dei comitia tributa e due edili plebei eletti da un’assemblea di cittadini plebei detta “concilium plebis”.

Cosa facevano gli edili?

Gli edili avevano ampi poteri, come ad esempio riparare e preservare templi, organizzare giochi e festività (ludi romani) o occuparsi di acquedotti, fognature o approvvigionamenti per la città di Roma.

– TRIBUNO DELLA PLEBE – 

Un altro ruolo politico esterno al cursus honorum era il tribuno della plebe, eletto dal concilium plebis, che aveva il compito di tutelare i cittadini plebei. Questo tipo di figura politica possedeva la sacrosanctitas, una sorta di immunità e prevedeva l’uccisione di chiunque avesse provato a interferire sull’operato del tribuno durante il suo mandato.

Dove poteva esser applicato ciò? 

Ciò poteva essere applicato solo dentro il perimetro di Roma, mentre se il tribuno si trovava lontano da Roma al momento in cui qualcuno provava a danneggiarlo, la sacrosanctitas non aveva valenza.

– PRETORI – 

Il cursus honorum continuava con sei pretori, che avevano principalmente responsabilità giudiziarie , le assemblee gli conferivano l’imperium, e proprio per questo potevano comandare un esercito. La carica più prestigiosa dopo il consolato era la pretura.

Ma chi erano questi pretori?

I pretori di solito provenivano dagli ex consoli, erano due e rimanevano in carica per diciotto mesi. Si occupavano del censimento e venivano eletti dai comitia centuriata.

– DITTATORI – 

Vi era poi una carica straordinaria ovvero quella del dittatore che veniva eletto in caso di difficoltà militari o altri motivi di emergenza e rimaneva in carica per sei mesi.

La carica “straordinaraia”…

Il dittatore era, quindi, una carica straordinaria e il suo potere sul governo di Roma era assoluto e non poteva essere controllato da nessuna magistratura o istituzione.

– SENATORI – 

L’unico ordinamento tra questi rimasto ancora oggi è il Senato, dal latino “senex” di cui facevano parte 300 membri anziani che appartenevano a famiglie patrizie o erano ex consoli. Una volta che diventavano senatori, lo rimanevano per tutta la vita. Avevano un potere vincolante prima che fosse approvata una legge, ma anche sulle assemblee popolari e sui magistrati. Dovevano sempre essere consultati.

– PONTEFICE MASSIMO  – 

Infine vale la pena ricordare un’altra figura straordinaria, quella del Pontefice massimo, che aveva potere su tutti i pontefici o sacerdoti, che sceglieva anche un Rex sacrorum ossia un sacerdote a cui erano affidate le funzioni religiose un tempo svolte dai re.

 

Marzia Sabatini, l’autrice del post

“Tempo di elezioni. Ma com’era strutturata la politica nell’antica Roma?” Un guest post scritto da Marzia Sabatini, laurea magistrale in Filologia classica e moderna presso l’Università degli Studi di Macerata. Docente del Campus Online dei Liceali – insegna lettere, latino e greco.

 

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